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mercoledì 4 agosto 2010

Pana per i nostri denti


Forse le insidie sono andate oltre le previsioni, nell'italianissima Toronto, terra popolata da un folto numero di connazionali e dai due fenomeni del basket Belinelli e Bargnani. Il primo segnale lo ha colto Mario Balotelli, appiedato negli States dopo aver lasciato il passaporto nel bagaglio della stiva. Poco male, per lui sono le ultime ore in nerazzurro e si è pure perso la prima sconfitta stagionale. Avrebbe potuto poco, inoltre, visto che le lacune maggiori sono state evidenziate in difesa e non in attacco, dove l'Inter i suoi due gol li ha pure realizzati. Ne ha però subito uno in più, causa un avvio un po' troppo sonnolento nella zona centrale della retroguardia. Grave soprattutto la mancanza sulla prima marcatura, dato che il centravanti francese ha potuto ribattere a rete senza problemi in seguito ad un miracolo di Orlandoni. Molto meno "metafisico" si è mostrato il buon Paolo sulla seconda conclusione dell'avversario, potente ma centrale, dopo che Cambiasso aveva regalato uno dei dieci-quindici palloni sbagliati della sua stagione, molti dei quali solitamente ascrivibili al precampionato. Del Cuchu, i tifosi hanno potuto apprezzare la nuova veste, più offensiva per volere di Benitez. Le due conclusioni a rete dell'argentino non hanno avuto fortuna, ma è piaciuta l'intesa con Eto'o nell'uno-due e almeno per ora il centrocampista non sembra aver perso il tempo dell'inserimento, lasciato spesso da parte in epoca mourinhiana per dedicarsi ai compiti difensivi. Bene Mariga e Obiorah, che assieme a Motta e Stankovic ruoteranno in mediana alle spalle dei giocatori più offensivi. Meno l'acquisizione generale dei movimenti nel nuovo modulo, il 4-4-2 che il tecnico ha voluto provare contro i greci. La girandola di cambi e lo schieramento di molte seconde linee non ha aiutato, allo stesso modo sarà utile rimandare ogni discorso definitivo ai giorni in cui Eto'o e Pandev saranno in condizioni migliori. Qualcosina di buono hanno combinato Obinna e Obi, ma per avere riscontri positivi si è dovuto attendere la ripresa. Coutinho non ha mostrato feeling con il gioco sugli esterni, in compenso ha unito tecnica e potenza nell'unica occasione in cui ha potuto fulminare il portiere. Il primo assist della sua esperienza a Milano glielo ha servito Maicon, capace poi di lanciare a rete anche Milito, senza che l'argentino riuscisse a impattare sul 3-3. La sconfitta è indolore, per carità, ma c'è la netta impressione che il futuro dell'Inter passi ancora dal 4-2-3-1 e da quei titolari che hanno "affollato" il rettangolo di gioco nel finale. Le giovani seconde linee hanno tutte le qualità per crescere, con un po' di tempo e senza affanni. Per ora meglio affidarsi a chi ha alzato al cielo l'ultima Champions'.

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