Ultime Notizie

giovedì 17 giugno 2010

Bienvenido Rafa!



Un lustro è finito. Il lustro dell'Inter, in Italia ed ora anche in Europa, concluso con una tripla affermazione consegnata alla storia del calcio. Nel nostro Belpaese nessuno era riuscito ad alzare tre trofei in meno di un mese, destino vuole che a farlo sia stato Javier Zanetti, argentino coriaceo, capitano e fulgido esempio di attaccamento alla maglia. Uno degli ultimi, in questa sempre più ristretta élite di fedelissimi alla bandiera. Zanetti è l'erede naturale di Giacinto Facchetti, l'Inter da lui guidata è la traslazione più autentica della Grande Inter, quella marcata anni '60, nella quale il "Cipe" non era ancora l'uomo con la fascia al braccio, sebbene fosse già un simbolo. A celebrare quei successi da comandante in capo fu Armando Picchi, con la benedizione di Angelo Moratti e di Helenio Herrera, l'uomo che da difensore di fascia lo aveva trasformato nel più straordinario libero della storia nerazzurra.

La parentesi si è chiusa e a suggellare l'avvenuta fine ci ha pensato Josè Mourinho, lo "Special One" volato ad ovest per inseguire le sirene madrilene. Indirettamente, la capitale iberica ci ha restituito quanto prelevato, inviando un tecnico nativo della stessa Madrid come successore del portoghese. Rafa Benitez, il meno spagnolo dei tecnici, tanta concretezza e pochi fronzoli, un uomo dai modi garbati e dall'ironia più silenziosa rispetto al predecessore. Meno polemico, al punto da prospettare nella conferenza di presentazione un biennio con pochi "tituli" giornalistici. Quelli importanti, di "tituli" appunto, sarà meglio preservarli per la bacheca.

Nessun commento:

Posta un commento