Ultime Notizie

venerdì 29 luglio 2011

La calata dell'Anzhi-cheneccho


Più che un blitz di mercato sembra un'invasione. Tremate tremate, i russi son tornati, e dopo aver fallito l'assalto a Gattuso si sono lanciati alla rincorsa di Eto'o. Offrono tanto ad uno che già non ha poco, perché venti milioni l'anno sono un'enormità, ma con i dieci attuali non si vive certo da senzatetto. La tattica ha funzionato con Roberto Carlos, giunto agli sgoccioli di una gloriosa carriera, e una banconota sull'altra i motivi del magnate Kerimov hanno convinto Jucilei (a segno poche settimane fa in Coppa America con la maglia del Brasile) e Diego Tardelli. Non due "craque", ma due che non andrebbero a villeggiare nella poco ridente Makhachkala se non fosse per lo stipendio. Lor signori, bravini, non sono però Samuel Eto'o, uno che già nell'oro ci naviga, che guadagna già come un bianco correndo come un nero. Samuel non è Zio Paperone, più dei denari che pur gli interessano può la smania di continuare a vincere. E' questo che lo rende diverso anche da Carlos Tevez, un fenomeno certo, ma che negli ultimi anni ha cambiato più maglie che auto, alla ricerca di una stabilità che proprio non vuole arrivare. Quando vinceva allo United erano altri a scendere in campo, quando ha segnato al City sono stati altri a vincere. L'Apache vorrebbe unire le due cose, per farlo gli farebbe comodo un Eto'o. Al suo fianco, non per fare il percorso inverso. Ma questo a Palazzo Saras già lo sanno.

Nessun commento:

Posta un commento