
Non sarà stato il Brasile del '70, al di là dell'accostamento cromatico gialloverde delle casacche, ma il Mezzocorona era già un test di un gradino superiore rispetto al Trentino Team. Più dell'innalzamento dell'asticella hanno potuto i tre giorni di lavoro tra la prima e la seconda amichevole e qualche aggiustamento tattico che ha giovato alla squadra. Sneijder in mezzo al campo, senza uomini alle calcagna e con la possibilità di giocare a testa alta, ha fatto quel che ha voluto sia con il pallone rasoterra che lanciando i compagni. Bene Santon, bene Obi in un ruolo tutto nuovo, agile e scattante quel Pandev che tutti danno per partente obbligato. E poi i vari Eto'o, Ranocchia, Stankovic, un Alvarez che dopo mezz'ora di ambientamento ha mostrato altri spunti incoraggianti (e due gol, pregevole il secondo). L'Inter ha una sua identità, molto "gasperiniana", con gli esterni che corrono forsennati e i due difensori più larghi in retroguardia che arrivano anch'essi sul fondo. Bisognerà lavorarci, sulla versione "champagne", di modo che le bollicine non vadano di traverso in difesa, ma la base è confortante. Anche guardando ai giovincelli del secondo tempo.
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