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lunedì 11 luglio 2011

Yuto e gli altri


E' tornata la montagna. Nuovo ritiro, nuova location, addio alle trasferte statunitensi. Quest'anno l'Inter si dà alla montagna, all'aria fresca (ma quando mai, fa un caldo che si muore) e all'abbraccio dei propri tifosi in un luogo più alla mano delle Americhe oltreoceaniche. C'è tanta gente da coprire le tribune e l'erba circostante lo stadio "Pineta", c'è una gigantografia di Facchetti e tante magliette che rimandano alla bandiera che fu, che è ancora oggi, come ricorda Bedy Moratti dal palco della presentazione. Altro evento, quello serale al PalaDolomiti, che sottolinea l'affetto dei tifosi, accorsi in massa ad applaudire i giocatori. Eto'o e Sneijder vincono per distacco negli indici di gradimento, ma l'outsider giapponese si affianca ai battistrada con una sciabolata da samurai. "Chi non salta rossonero è", intona Yuto la mascotte, e i compagni ridono di gusto mentre tutti balzano in alto. Fa una buona impressione anche il "Gasp", che si accorda ai saltelli e ringrazia i presenti. L'entusiasmo non manca, anche se gli Alvarez e i Castaignos di turno sembrano un po' presi dall'emozione. L'importante è scatenarsi in campo, non siamo mica al Circo.

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